Contabilità semplificata ''per cassa'' - Fisco

16 Gennaio 2017

A decorrere dall’1/1/2017 le imprese in contabilità semplificata determinano il reddito in base al principio di cassa invece che di quello di competenza Si tratta di una vera e propria rivoluzione dato che il principio precedente veniva applicato fin dal 1974.
In particolare, il reddito d’impresa sarà pari alla differenza tra l’ammontare dei ricavi / altri proventi percepiti (incassati) e quello delle spese sostenute (pagate) nel periodo di imposta di riferimento. Fino al 2016, invece, il reddito dei contribuenti in contabilità semplificata, veniva determinato in base alla differenza dei ricavi prodotti e costi sostenuti a prescindere dall’effettivo incasso e pagamento delle rispettive fatture.
Alla differenza tra incassi e pagamenti andranno aggiunti l’autoconsumo, i redditi immobiliari, le plusvalenze, le sopravvenienze attive e sottratte le minusvalenze e le sopravvenienze passive.
Non rileveranno ai fini della determinazione del reddito le rimanenze iniziali / finali.
Il reddito del primo periodo d’imposta in cui è applicabile il principio di cassa è ridotto “dell’importo delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza”.
Al fine di evitare salti o duplicazioni di tassazione, nel caso di passaggio dal principio di cassa a quello di competenza, e viceversa, “i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito non vanno più considerati nella determinazione del reddito degli anni successivi”.
Per le società di persone e le ditte individuali in contabilità semplificata, anche la base imponibile IRAP è determinata sulla base del principio di cassa applicato ai fini reddituali.


I soggetti che adottano la contabilità semplificata possono seguire tre diversi metodi per ottemperare agli obblighi contabili:


Metodo 1: oltre alla tenuta dei libri IVA, devono annotare cronologicamente in 2 distinti registri i ricavi percepiti / spese sostenute indicando per ciascun incasso / spesa:
-    il relativo importo;
-    le generalità / indirizzo / Comune di residenza del soggetto che effettua il pagamento;
-    gli estremi della fattura / altro documento emesso.
In detti registri vanno anche annotati gli altri componenti positivi / negativi di reddito.


Metodo 2: i registri IVA possono sostituire i citati registri (Incassi / Pagamenti), qualora siano annotate separatamente le operazioni non soggette a registrazione ai fini IVA.
In luogo delle singole annotazioni relative agli incassi / pagamenti, nel caso in cui l’incasso o il pagamento non sia avvenuto nell’anno di registrazione, nei registri IVA va riportato l’importo complessivo dei mancati incassi e dei mancati pagamenti con indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono. Questi documenti vanno poi registrati separatamente nell’anno in cui avviene l’incasso o il pagamento.


Metodo 3: a seguito di opzione vincolante per almeno un triennio, il contribuente può tenere i registri IVA senza le annotazioni relative agli incassi ed ai pagamenti, integrandoli con le annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini IVA. In tal caso, si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella di incasso o di pagamento.


OPZIONE REGIME ORDINARIO
È confermata la possibilità di optare per il regime ordinario (contabilità ordinaria). L’opzione ha effetto fino a revoca, con un periodo minimo di 3 anni.