Lavoro sommerso - Sanzioni applicabili - Fisco

31 Agosto 2016

Il DLgs. 151/2015, in vigore dal 24.9.2015, ha modificato la misura della “maxisanzione” contro il lavoro sommerso, abrogando la sanzione progressiva (195 euro per ogni giornata di impiego del lavoratore “in nero”) e prevedendo, invece, una sanzione in misura fissa, determinata secondo scaglioni parametrati alla durata dell’impiego del lavoratore irregolare.
Il citato decreto ha inoltre reintrodotto la diffida ad adempiere (art. 13 del DLgs. 124/2004), che consente, se ottemperata, l’applicazione della sanzione nella misura minima prevista dalla legge.
Il provvedimento di diffida, in caso di lavoratori ancora in forze, comporta:
- l’obbligo, per il datore di lavoro, di stipulare un contratto di lavoro a tempo indeterminato (anche part time) o a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi;
- l’obbligo di mantenere il lavoratore in servizio per almeno tre mesi;
- il pagamento della “maxisanzione” nella misura minima prevista per la durata dell’impiego irregolare;
- l’obbligo di provare, entro il termine di 120 giorni dalla notifica del verbale di accertamento, della avvenuta regolarizzazione dell'intero periodo lavorativo, del pagamento delle sanzioni, dei contributi e premi dovuti. Tale termine si riduce a 45 giorni nel caso in cui, invece, il rapporto sia già stato regolarizzato (o sia cessato) all’atto dell’ispezione.