Libro unico del lavoro - Lavoro

16 Settembre 2016

L'utilizzo non corretto della voce retributiva "trasferta" può determinare significative conseguenze non solo, in via diretta, per il mancato assoggettamento di alcuni emolumenti ad imposizione fiscale e contributiva, ma anche sotto il profilo dell'omessa o infedele registrazione dei dati sul libro unico del lavoro (LUL).

Fatte salve le irregolarità meramente formali, l'art. 39 co. 7 del DL 112/2008, conv. L. 133/2008 (come modificato dal DLgs. 151/2015), punisce, infatti, l'omessa o infedele registrazione che determini differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali con una sanzione amministrativa pecuniaria:
- da 150,00 a 1.500,00 euro, nell'ipotesi "base";
- da 500,00 a 3.000,00 euro, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o a un periodo superiore a 6 mesi;
- da 1.000,00 a 6.000,00 euro, se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o a un periodo superiore a 12 mesi.
Nella nota 14.6.2016 n. 11885, il Ministero del Lavoro ha precisato che, con riferimento alla voce "trasferta", la non conforme registrazione può integrare la condotta di infedele registrazione, rilevabile in sede ispettiva, in particolare nelle ipotesi in cui:
- la trasferta registrata in realtà non sia stata effettuata;
- la relativa indennità occulti, con intento evidentemente elusivo, emolumenti dovuti ad altro titolo;
- siano state registrate, sotto la voce di cui si tratta, le somme erogate per compensare le prestazioni lavorative dei c.d. lavoratori "trasfertisti".